Lo avevo promesso e ha mantenuto la parola data. Daniele Nahum, il consigliere comunale del PD della città di Milano, ha acceso una canna davanti Palazzo Marino per chiedere la legalizzazione della cannabis.

Daniele Nahum fuma marijuana davanti Palazzo Marino

 

“Per protestare contro questa follia mi accenderò una canna davanti Palazzo Marino e non commetterò reato, perché l’uso personale non è reato.” 

Così il consigliere del PD aveva annunciato il suo gesto di “obbedienza civile”, dopo che il comune di Milano aveva approvato con larga maggioranza un ordine del giorno che impegna il sindaco Sala e la giunta ad “attivarsi con il Parlamento per l’approvazione di un disegno di legge che legalizzi la produzione e il consumo di cannabis”.

L’opposizione era arrivata dalla Lega, con la consigliera Deborah Giovanati che aveva proposto il ritiro dell’ordine del giorno e che venisse effettuato un test del capello per verificare l’utilizzo di sostanze stupefacenti. A rispondere fu proprio Daniele Nahum promettendo che, se la proposta fosse passata in aula avrebbe “fumato una canna davanti al Comune e le avrebbe regalato una ciocca”. E così è stato. 

Daniele Nahum ha acceso una canna davanti al Comune di Milano: le motivazioni

“Questo atto di obbedienza civile nasce perché sono contro il proibizionismo che riempie le galere e aiuta le mafie. Le carceri esplodono. Sono 16mila le persone detenute per reati legati alla cannabis” ha spiegato il consigliere del PD. 

“La criminalità organizzata guadagna 7 miliardi di euro ogni anno vendendo questa sostanza, i tribunali sono ingolfati per processi a piccoli spacciatori o semplici consumatori, e noi che spendiamo circa 800 milioni di euro l’anno per le indagini. Per tutta questa follia ho fatto questo gesto, anche per sottolineare che il proibizionismo è un crimine.”

“A Milano il gruppo del partito democratico ha votato all'unanimità l’ordine del giorno di Barberis, anche la parte più legata al mondo cattolico” - e continua - “A livello nazionale il PD sta sostenendo la legge per l'autoproduzione, però serve un cambio di passo e dobbiamo essere molto compatti. Secondo me è una priorità”

Il consigliere Nahum ne ha approfittato per chiedere al PD e al suo segretario Enrico Letta maggior coraggio sul tema della legalizzazione: “Spero che il nostro segretario abbia più coraggio e si schieri in modo netto.”

L'attacco di Salvini e la risposta di Nahum

Non potevano di certo mancare le critiche da parte del segretario della Lega Matteo Salvini, che sarcasticamente aveva scritto sui social: “Le priorità del PD. Consigliere comunale di Milano…”, diffondendo la locandina dell’appuntamento fuori Palazzo Marino. 

 

Nahum aveva risposto sottolineando che “tantissimi elettori di centrodestra sono stati favorevoli a questa iniziativa” e come la legalizzazione sia “una battaglia di tutti, non riguarda solo la sinistra o chi si fa le canne.”

E conclude, “Se posso fare una battuta, il peggior governo repubblicano è caduto sotto i fiumi dell'alcol, ma non è mai capitato che un governo cadesse per una canna. Parlando seriamente invece bisogna dire che in Italia per l’alcol muoiono 48 persone ogni giorno, eppure è legale e nessuno avrebbe detto nulla se davanti al comune avessi bevuto un bicchiere di vino.”

Contrariamente alla cannabis che ricordiamo, nonostante la valanga di notizie infondate partorite dall’ignoranza sul tema e dal fervido proibizionismo, non hai mai fatto una vittima

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